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Il Servizio Sanitario del nostro Paese ha il compito delicato ed essenziale di garantire ai cittadini il diritto alla salute e alle cure sancito dalla nostra Costituzione. Per questo, ha bisogno di stabilità, di buon governo e di certezze sui finanziamenti.

 

Facciamo rispettare il Patto per la Salute

A quasi tre mesi dalla firma del Patto per la Salute, da parte di Governo e Regioni,

chiediamo


si provveda a:


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1. Completare il finanziamento

L’ultima Legge Finanziaria ha assicurato solo una parte delle risorse previste nel Patto, rinviando a successivi provvedimenti del Governo il completamento del finan-ziamento. Il Governo deve stanziare ancora, con provvedimenti formali, le risorse per il 2010 (550 milioni necessari anche per abolire del tutto i “super ticket” da 10 euro e quelli necessari per i rinnovi contrattuali), per il 2011 e per il 2012.


Si tratta di assicurare l’intero finanziamento previsto (106.164 milioni per il 2010, 108.603 milioni per il 2011 e 111.544 per il 2012) e quello per i rinnovi contrattuali.

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2. Controllare i LEA e non solo i Bilanci

Serve l’Intesa Stato - Regioni per creare la nuova Struttura Tecnica di Monitoraggio (STEM), prevista dal Patto per associare al controllo dei bilanci quello sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
 

Quindi servono i nuovi indicatori LEA e i nuovi  regolamenti, per valutare i comportamenti delle Regioni anche sul rispetto dei LEA e non solo sull’equilibrio di bilancio. Per essere virtuosa una regione non basta abbia i conti a posto, deve garantire buona assistenza.

 

3. Approvare il Decreto sui nuovi LEA


Con il Patto per la Salute vi sono le condizioni per sbloccare il Decreto che opera la revisione dei LEA. Il Ministro Fazio ha già concordato con le Regioni (luglio 2009) alcune parziali modifiche, anche per superare i rilievi della Corte dei Conti che aveva fermato il  Decreto Prodi (aprile 2008).

 

La revisione dei LEA può aiutare ad innovare e ad aggiornare diverse prestazioni sanitarie, rendendole più pertinenti con il quadro epidemiologico, demografico e sociale (es. per la non autosufficienza, le nuove protesi per disabili, nuove esenzioni per malattie croniche, l’aggiornamento delle prestazioni non appropriate, le cure odontoiatriche per indigenti e minori). E può favorire finalmente la definizione dei corrispondenti Livelli delle prestazioni Sociali.
 

Resta da costruire un vero sistema di garanzia per i cittadini sull’effettivo rispetto dei LEA. Per renderli un diritto esigibile in modo uniforme in tutto il territorio nazionale, come prescrive la Costituzione.